ASSEMBLEA CITTADINA DI MURISENGO

“La comunità: dall’appartenenza all’impegno”

 

Sintesi degli interventi

 

 

SABATO 16 MARZO

 

-        Riflessione di Umberto Bovani: “Il legame come elemento qualificante della relazione”

 

La relazione è, innanzitutto, una relazione umana (con le cose, fra gli uomini etc.) Anche il nostro Dio è un Dio che si relaziona. Ma ciò che qualifica la relazione è il LEGAME. Se pensiamo a quella che è la mentalità comune, ci rendiamo conto che la relazione è percepita come un progresso per la nostra vita, qualcosa di desiderabile; mentre percepiamo il legame come qualcosa che ci limita, ci vincola, un’idea di costrizione. Si potrebbe dire che abbiamo “Grande desiderio di relazione e grande paura del legame”.

Nella Comunità di vita Cristiana, ciò che caratterizza tale legame è l’impegno (temporaneo e permanente). Impegno, significa “permanere” nella scelta di fedeltà a Dio e agli uomini attraverso la nostra associazione. La dicotomia relazione /legame non ci fa vivere fino in fondo la relazione e ci impedisce di assumere l’impegno proprio perché abbiamo paura del legame. In realtà, l’unico modo di vivere realmente la relazione è solo il legame. Possiamo percepire la realtà attraverso la relazione, ma ciò che ci dà la verità di tale percezione è il legame. Nella scelta e nel legame c’è la nostra vera libertà, la nostra natura più profonda. Proprio per questo è fondamentale creare legami, è importante scegliere, è importante “impegnarsi, giocarsi gratuitamente nella relazione”.

 

-        Spunti di P.Giordano: “Il senso dell’appartenenza ad una comunità”

 

Esistono tre gradi di appartenenza:

1.      COMUNIONE con Cristo e con la Chiesa. E’ differente dalla Comunità. E’ l’essere una cosa sola con il Corpo eucaristico di Cristo. La Comunità di Vita Cristiana parte da questa comunione, che supera ogni differenza di etnia, età, sesso, tempo, era storica.

2.      COMUNITA’ in Cristo e nella Chiesa. (La comunione è il fondamento, ma non basta a creare la concretezza e la realtà della CVX) Fare comunità è vedere l’interesse del Corpo di Cristo, è entrare in relazione fisica e visibile con questa Chiesa. La Chiesa è a) universale e particolare; b) interiore ed esteriore; c) contemplativa ed organizzativa.

3.      IMPEGNO. E’ per colui che scopre che, all’interno della Chiesa, Dio lo chiama nella CVX. E’ importante che vi sia la capacità e volontà di vivere lo stile CVX. Ed è altrettanto importante che ci si senta legati non alla realtà del piccolo gruppo o della piccola comunità, ma a tutta la CVX (cittadina, nazionale, mondiale).

 

-        Riflessioni di P.Gola: “L’impegno permanente” e spunti sui Principi Generali

 

Punto centrale dell’impegno permanete è l’essere chiamati ad essere membro della Chiesa NELLA CVX. Nel piano formativo l’impegno permanente è indicato come la IV tappa (cioè quella finale) del cammino nella CVX, per poi vivere l’invito del nostro Padre Ignazio “IN TUTTO AMARE E SERVIRE”.

 

-        Riunione assembleare del pomeriggio

 

Nella condivisione del sabato pomeriggio, sono emerse diverse sensibilità nei confronti del senso di appartenenza. Tuttavia è risultata prevalente l’idea che vuole spingere i membri a porsi il problema della appartenenza alla CVX, perché tale chiarezza aiuta la crescita, personale e comunitaria. E’ necessario aiutare gli altri a non “vivacchiare” perché è diseducativo per tutti. Si manifesta, in sostanza, l’esigenza di non favorire la stagnazione. In realtà, questo sta già succedendo, attraverso la nascita dei piccoli gruppi, soprattutto di quelli familari e quelli improntati alla condivisione sullo stile di vita.

Se il piccolo gruppo favoriva un po’ questa stagnazione, è anche vero che prevedeva quel momento di condivisione di cui molte persone hanno nostalgia e di cui è opportuno ideare altre modalità di attuazione.

L’idea di fondo, comunque, è stata quella di un maggior impegno, suffragata anche dalla esperienza peruviana di Mariela. La sua testimonianza sulla esperienza di CVX in Perù ha portato a riflettere sugli elementi cardine della spiritualità ignaziana (principi generali; esercizi spirituali; padre o guida spirituale; devozione mariana; revisione di vita e servizio apostolico).

 

 

DOMENICA 17 MARZO

 

-        La formazione della nostra comunità

 

P. GIANCARLO La formazione domenicale nacque dall’esigenza di creare un punto di incontro e di riflessione per coloro che hanno scelto la CVX. I libri di Giona e di Rut sono stati scelti perché, brevi ma provocatori delle coscienze, erano adatti alla lectio della domenica comunitaria.

Quest’anno la formazione sui sacramenti ha come scopo quello di dare più spazio alla liturgia; l’impegno dei laici, affiancati dai Padri assistenti, vuole dare un segno forte dell’appartenenza alla comunità e, quindi, del servizio ad essa e in essa. Sarebbe, forse, opportuno in futuro trovare dei momenti di condivisione.

 

L’assemblea, poi, nella discussione, ha evidenziato come le domeniche comunitarie aiutano a creare il senso della comunità, e a scoprire talenti di cui non si era a conoscenza (come, per esempio, l’impegno di alcuni di noi ad organizzare le giornate). Se è vero che gran parte di noi sente la necessità di un apostolato più incisivo e vissuto nella stessa comunità, è altresì vero che manca la capacità di “drizzare le antenne” per percepire quello che è “più urgente e universale”.

Molti di noi, infatti, vivono intense esperienze di servizio al di fuori della comunità: sono tutti talenti di cui non sempre si è a conoscenza, ma che sarebbero ottimi esempi e motivi di stimolo ad un maggiore impegno. Ecco perché la maggioranza sente l’esigenza di sapere di queste realtà.

 

Nelle proposte per le lectio degli anni prossimi si sono ipotizzati alcuni percorsi: riprendere la proposta dell’anno scorso avanzata da Stefano Dacquino; fare tutti e sette i sacramenti; trarre spunto dalla vita di S. Paolo per una iniziazione all’apostolato. Si è anche pensato di utilizzare tutta la giornata di domenica per poter avere i momenti di condivisione.

 

Per  quanto riguarda l’ingresso di nuove persone nella CVX, si è proposto di prevedere un periodo iniziale in cui a queste persone saranno affiancati dei tutor. Successivamente, ci sarà la partecipazione degli stessi alla comunità cittadina per poter conoscere e vivere ciò che si è chiamati a scegliere. Non ha trovato molti consensi l’idea di “selezionare” le persone al loro arrivo: d'altronde è presumibile che vi sia una autoselezione dopo la formazione. Una delle proposte è stata anche di creare un gruppo nuovo (possibilmente) ogni anno. Si è sollecitata anche la preparazione delle guide laiche che si affianchino ai Padri assistenti.

 

P. Giancarlo ha anche proposto un cammino verso l’impegno permanente per coloro che lo desiderano: consisterà in un cammino di quattro fine settimana nell’arco dell’anno guidati da membri della comunità nazionale scelti con cura dai Padri assistenti..

 

-        Punti sottoposti al voto dell’assemblea

 

Nel pomeriggio l’assemblea ha votato la bozza di funzionamento degli organi sociali.

 

E’ stata inoltre proposta una rosa di nomi tra i quali nella giornata cittadina del 14 aprile dovrà essere scelto quello da assegnare alla comunità. I nomi proposti sono:

-         Miriam

-         Karis

-         Ausiliatrice

-         Consolata

-         Pier Giorgio Frassati

-         Michele Pellegrino.